PREMESSA
* ‟Il cognome indica l’appartenza ad una
famiglia, l’antica gens romana. Non si sa esattamente quando sia nato l’uso del
cognome, ma sembra che fosse già diffuso in Cina, introdotto nel 2852 a. C.
dall’imperatore Fu Hsi. In Italia da una recente ricerca risulta che i cognomi
siano più di 330.000. Nel comune di Arezzo si registrano complessivamente
16237 diversi cognomi oscillanti tra gli estremi di una sola e 1402 occorrenze.
In termini di frequenza il cognome più diffuso è Rossi con 1402 occorrenze,
seguito da Peruzzi 531, Gallorini 482, Severi 426, Caneschi 371, Nocentini 355,
Barbagli 352, Donati 330, Tavanti 305, Mori 297, Martini 200, Giustini 150,
Menchetti 100, Morini, Nespoli, Cincinelli, Cacchiani, Cantaloni, Carniani,
Galoppi, Mangani, Fei, Pisini, Verrazzani, Salvini e Vestri 50.
In mancanza di dati più precisi ed
attendibili, alcuni elementi appaiono certi: l’estrema varietà onomastica,
eredità di una tardiva unificazione linguistica, la diffusione a macchia di leopardo, la rarefazione di una buona parte dei nomi, e soprattutto dei cognomi, limitati
a poche occorrenze.
Secondo la tradizione storica italiana e
l’ordinamento giuridico il nome identifica la persona, il cognome
l’appartenenza ad una famiglia.
L’uso del cognome è connesso alla pratiche
censuarie dell’antichità. Nel corso del tempo ha identificato il luogo di
origine, il patronimico, il nome del clan, il soprannome, il mestiere, lo stato
sociale, l’origine familiare (madre o padre).
Nel 1564 il Concilio di Trento ha introdotto
l’ordine del nome e del cognome per la tenuta del registro dei battezzati,
primo nucleo dei moderni registri anagrafici della popolazione.
A livello internazionale non esiste alcuna
uniformità, sia nell’uso del nome che del cognome. Nell’ambito dell’Unione
Europea, parallelamente al processo di progressiva integrazione economica,
sociale e politica, è aperto il dibattito sulle regole di trasmissione del
cognome stabilite dalle diverse legislazioni naionali e sui criteri per
garantirne la non alterazione, in base ai principi della salvaguardia della
persona e della libertà di circolazione e soggiorno.”
(*
desunto dall’Ufficio Protocollo e statistica del Comune di Arezzo - Aprile
2013).
N-B. alcuni
cognomi con solo 1 o 2 occorrenze non sono presenti in quest’ opera poiché non
ci sono dati disponibili.
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